Si conclude in cooperativa un altro tirocinio formativo per i lavori socialmente utili

Il fenomeno dell’alcolismo condiziona  tanti aspetti della vita quotidiana, dalle relazioni interpersonali, al lavoro, alla salute, ecc., si sta allargando soprattutto tra i giovani e ha conseguenze immediate nella guida in stato di ubriachezza.  Un problema per il quale risulta fondamentale ‘limitare i danni’, dando soluzioni alternative alla detenzione a coloro che, condannati per la prima volta, possono avere la possibilità di riscattarsi o riabilitarsi. Ecco da dove nasce l’idea dei lavori di pubblica utilità. Un tipo d’inserimento lavorativo in cui La Formica ha sempre creduto molto, perché avvicina la dimensione lavorativa a quella educativa. La cooperativa riminese, iscritta già dal settembre 2011, è stata tra le prime realtà sociali a convenzionarsi con il tribunale per i lavori di pubblica utilità.  Un accordo, già rinnovato una volta, che anche nel 2018 ha portato diverse persone, provenienti dai percorsi giuridici, a fare un’esperienza lavorativa nei diversi settori della cooperativa.  Numerosi sono i benefici per questo tipo di attività sociale, che riguardano sia il territorio, in quanto la pena viene eseguita con lo svolgimento di lavori che hanno rilevanza per la comunità, ma soprattutto per il condannato, il quale può godere di benefici rispetto all’esecuzione della pena, come l’estinzione del reato, il dimezzamento del periodo di sospensione della patente e la revoca della confisca del veicolo. Ma la cosa più importante è proprio quella che questo lavoro può diventare davvero un’occasione di riflessione rispetto ad un proprio percorso di crescita interiore. Una funzione educativa davvero irrinunciabile per un impresa sociale.

E’ stato così anche per Sofiya che ha svolto i lavori di pubblica utilità in cooperativa dal 13 agosto fino al 13 settembre scorso, svolgendo in maniera esemplare ogni tipo di incarico e ruolo affidatogli. Con un atteggiamento di massima responsabilità e partecipazione, Sofiya ha dato il suo contributo in diversi settori, dal quello delle pulizie, collaborato con Sabrina Romanelli (vedi foto) , fino a svolgere funzioni d’ufficio nell’ambito dell’inserimento dei dati.

“È ambiente molto diverso dal lavoro che sono abituata a svolgere -precisa Sofiya  in maniera entusiasta – prima di questa esperienza non avevo mai lavorato presso delle cooperative sociali, quindi all’inizio non sapevo cosa aspettarmi. Poi invece, con il passare dei giorni, ho imparato le dinamiche del lavoro per me nuove e mi sono trovata molto bene. Ho conosciuto molte persone, che sono sempre state molto gentili nei miei confronti, insegnandomi tante cose. Posso dire che certamente la cooperativa si è rivelata un’ambiente piacevole e accogliente, fatto di persone simpatiche e disponibili. Quest’esperienza mi è stata molto utile per farmi riflettere e non ripetere in futuro gli sbagli che ho fatto, ma posso dire anche che è stata anche un’esperienza  piacevole che mi ha fatto crescere, sia dal punto di vista personale che umano”.

Dall’elenco delle convenzioni del Tribunale di Rimini, aggiornato al 20 febbraio scorso, risulta che sono 59 gli enti convenzionati ad offrire la possibilità dei lavori di pubblica utilità. Tra questi 18 sono cooperative sociali che, avendone i requisiti, si attivano in questa direzione,  organizzando un’attività significativa, nel pieno rispetto della propria missione e vocazione sociale.

 

 

Violante  Emiliano